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Metodo Montessori: cos’è e come si applica nel concreto

15 Maggio 2019 sara-gerolin 4 minuti (tempo di lettura)

Metodo Montessori: cos’è e come si applica nel concreto

15 Maggio 2019 Sara Gerolin 4 minuti (tempo di lettura)

Tutti lo nominano, dalle riviste alla tv. Nei blog, su Facebook e Intagram, sembra la moda del momento: ma cos’è il metodo Montessori? E perché è così citato nell’educazione dei bambini? E come posso adattare gli ambienti della casa per renderli Montessoriani? Iniziamo oggi un viaggio che ci insegnerà come trasformare la nostra casa in una casa montessoriana, ideale per lo sviluppo armonioso dei nostri bambini.

Il metodo educativo ideato dall’italiana Maria Montessori più di cent’anni fa sta vivendo una nuova primavera, sia nelle scuole sia a casa. I motivi? Probabilmente una maggiore consapevolezza dei genitori, che si accorgono del fatto che i bambini abbiano bisogno di uno sviluppo rispettoso della propria persona e dei propri tempi. O forse perché nell’adulto si sta consolidando l’idea che il bambino abbia bisogno di validi aiuti per svilupparsi nel migliore dei modi.

Sviluppata ad inizio ‘900, la pedagogia montessori gode in questi anni di un rinnovato interesse da parte dei genitori di tutto il mondo.

Quel che è certo è che questo metodo sta letteralmente spopolando; e a voler essere precisi, non dovremmo nemmeno chiamarlo metodo ma pedagogia della crescita. Fu la stessa Maria Montessori a definire il suo rivoluzionario tipo di educazione un aiuto alla vita, un mezzo che permette al bambino di divenire forte ma nello stesso tempo flessibile, sicuro di sé ma anche capace di adattarsi alle circostanze che cambiano. 

La prima premessa per lo sviluppo del bambino è la concentrazione. Il bambino che si concentra è immensamente felice.

Maria Montessori

Se aiutiamo il bambino a crescere dandogli la possibilità di esprimersi liberamente, rispettando i suoi tempi, favorendo l’autonomia e offrendo gli strumenti per soddisfare i suoi bisogni, cresceremo dei bambini indipendenti, sicuri e sereni. Bambini che un giorno saranno adulti, degli adulti responsabili, realizzati e felici.

Tutto questo, nel concreto, cosa significa? Come possiamo, da genitori, declinare questi concetti educativi nella quotidianità? 

Bisogna partire dai tre capisaldi della pedagogia montessoriana, ovvero:

1) Il bambino

2) L’adulto educatore

3) L’ambiente

Il bambino 

Il bambino è il fulcro della pedagogia montessoriana, è posto al centro del sistema educativo che si basa sulla conoscenza del bambino così com’è realmente, non come noi adulti vorremmo che fosse o come lo immaginiamo. Fondamentale è individuare i suoi bisogni favorendo l’ordine e l’ambientamento sui piani dei movimenti motori, dell’indipendenza e della concentrazione. 

L’adulto educatore

Che si tratti della maestra o del genitore, nella relazione con il bambino l’adulto deve essere il punto di riferimento e di guida ma deve saperlo aiutare facendo da cornice, rispettando il tempo del bambino (che, ricordiamolo, è molto più lento del nostro!), favorendo l’autonomia, lasciandolo esplorare e creando per lui un ambiente adatto a soddisfare i suoi bisogni.

Egli, dunque, svolge un ruolo di estrema importanza poiché deve essere un attento osservatore delle manifestazioni del bambino: individuando i suoi bisogni, prepara per lui un ambiente in cui possa trovare ciò di cui necessita per soddisfare tali bisogni. 

L’ambiente

Definito da Maria Montessori ambiente maestro, per la dottoressa questo era un elemento fondamentale.

Non è l’adulto a guidare il bambino durante la sua crescita ma è l’ambiente che lo circonda che lo attira naturalmente e gli permette di soddisfare le curiosità e i bisogni che lo aiutano a formare la sua personalità.

È dunque indispensabile che l’ambiente, non solo quello a scuola ma anche a casa, sia organizzato con cura, ordinato, predisposto in modo da favorire l’autonomia del bambino, con arredi e mobili a sua misura.

Deve essere caratterizzato da spazi pensati e sistemati in funzione dei suoi bisogni, tenendo sempre presente l’età del bambino. I giochi da proporre dovrebbero offrire valide possibilità di sviluppo ed essere scelti prediligendo materiali il più possibile naturali, come il legno.

8 consigli per un approccio montessoriano

Ecco allora qualche semplice consiglio per aiutare il nostro bambino durante la crescita:

  1. Preparare un ambiente adatto, con mobili e materiali alla sua altezza in modo che possa sviluppare l’autonomia.
  2. Trattarlo con rispetto, abbassandosi al suo livello quando ci parla e standolo ad ascoltare.
  3. Ricordare che il bambino ha un senso del tempo molto più lento del nostro, quindi consigliato sarebbe il non prendersi mai all’ultimo momento ma preparare il bambino in anticipo cosicché possa terminare per tempo la sua attività. 
  4. Essere per lui una figura autorevole (ma non autoritaria). Il bambino ha assoluto bisogno di regole, poche, chiare e motivate, ma sono regole che gli permettono di comprendere i limiti entro cui può agire e questo gli dà sicurezza. Non va confuso il concetto di libertà di cui parla Montessori, spesso considerato come completa assenza di regole. Nell’educazione montessoriana le regole sono presenti eccome; d’altronde il bambino vive in un gruppo che, grande o piccolo che sia, è una società dove tutti cooperano nel rispetto delle altre persone. 
  5. Offrire al bambino gli strumenti che lo aiutino a essere il più possibile autonomo, incrementando la possibilità di far da sé, coerentemente al famoso motto della pedagogia montessoriana “aiutami a far da me”. 
  6. Dare la libertà al bambino di poter scegliere, decisioni piccole e non impegnative, ma che facciano sentire il suo pensiero importante, tanto quanto il nostro.
  7. Parlare ai bambini sempre in modo corretto senza usare nomignoli poiché la storpiatura delle parole non facilita la comprensione al bambino ma, al contrario, ritarda l’acquisizione di nuovi vocaboli.
  8. Permettere al bambino, ove possibile, di utilizzare oggetti reali di uso quotidiano poiché l’utilizzo di oggetti d’imitazione crea nel bambino un sentimento di frustrazione dato dal non poter svolgere la determinata attività in modo reale e soddisfacente.

Queste sono solo alcune delle accortezze che possiamo mettere in pratica per dimostrare ai nostri figli il rispetto della loro individualità e l’ascolto dei loro bisogni, ma se volete altri consigli pratici su come organizzare la casa in modo che il bambino possa coltivare le proprie predisposizioni e sviluppare la propria autonomia, vi appassioneranno i prossimi articoli!

Sara Gerolin
Sara Gerolin

Sono mamma di due bambine, Viola e Iris. Con la nascita della mia primogenita mi sono avvicinata alla pedagogia montessoriana restandone così affascinata da volerla approfondire. Mi sono iscritta quindi al corso dell'Opera Nazionale Montessori e nel 2018 ho conseguito il diploma di specializzazione nel metodo per la fascia d'età 0-3 anni; attualmente sono in formazione per la fascia d'età successiva, 3-6 anni. Sono insegnante presso una scuola dell'infanzia parentale a metodo Montessori e tengo corsi per genitori sulla pedagogia montessoriana applicata alla vita di tutti i giorni.

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